mardi 10 janvier 2012

Nicola dal Falco : 2 poesie - una prosa

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Accontentarsi



Al
caffè
delle dame,
il rosso ed il nero.

Suadente epifania,
sboccio,
un timbro profano
di cose divine,

mimando una stanza,
un luogo d’intese.

Non mi serve molto,
un po' di vino,
e ancor meno,
mi basta la luce
del vino,

il perdono
che della curiosità
è un dono,

qualche storia
da ripetere
e quelle strette
al cuore;

poi,
gambe e braccia abbandonate;
la mezzanotte
che suoni
ad ogni ora
o quarto d’ora…

risate serie
e un correre lieve
di carezze.



*+*+*+*




Commossa e lieve cade la neve,
svelando la natura degli angeli,
l’intima niveità del cielo;

non a coprire, ma ad aggiungere
un metro o un piano.

Vibrando una stretta più lunga e fraterna,
la carezza che dal sonno è assorbita,
un bianco arcobaleno, non più sospeso.


*+*+*+*





Ascolto Bellini mentre sulla terrazza una brezza che scende dal Grömm rovista nel glicine come se smuovesse carte e vecchi giornali.
È ancora Norma, in una foresta delle Gallie. La voce soffia sulla brace, accendendo occhi a dozzine. Qualcosa trema, s’incrina in fondo al cuore simile alla foglia prima di staccarsi dal ramo. Cadere non è ancora morire. Bisogna prima scendere in piccole spirali, volteggiare a mezz’aria.
La distanza che separa il ramo da terra è la vita stessa, tutta la vita. La forza di gravità spinge in basso, ma tutto dipende a che altezza siamo. Più su e più lenta la discesa e vasto il paesaggio.


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